Un “gioco” di parole e nasce la Tarì ForSale

Quella di Tarì è da sempre una storia d’intrecci, ormai è chiaro.

Ogni birra è una continua sorpresa d’incontri più o meno fortuiti. Sempre che il caso esista davvero.

Incontri tra persone, certamente, ma anche incontri di luoghi. Persino di parole.

Ne è prova la storia della ForSale, la nostra American Amber Ale.

Tutto inizia dieci anni fa dall’incontro con Andrea Graziano, allora proprietario del ristorante Sale nel cuore di Catania e oggi a capo del successo di FUD Bottega Sicula. Da subito con Andrea nasce un rapporto di amicizia prima ancora che di lavoro, spesso accettiamo i suoi inviti alle cene-degustazioni organizzate nel suo locale, insieme a chef, ristoratori e vari produttori: un pullulare d’idee e di progetti, d’intese, di confronti e di condivisioni.

Un legame che si rafforza sempre di più, per questo nel 2012, in occasione del decimo anniversario di Sale, sentiamo il bisogno di sugellare in qualche modo questo rapporto.

Per farlo scegliamo di produrre una birra. Ma doveva essere speciale.

Da qualche settimana in birrificio erano arrivati dei luppoli americani, all’epoca ancora poco usati nella preparazione di una birra artigianale: decidiamo così di produrre una American Amber Ale.

Mancava però l’ultimo tassello: il nome.

Avrebbe dovuto ricordare il momento, i 10 anni di Sale Art Cafè. Nasce XSale, questo il nome originario della ForSale: X per indicare i 10 anni e Sale in omaggio al ristorante etneo.

Un incontro di parole, si diceva: anche i nomi delle nostre birre li raccontano.

Nel 2015, in occasione del primo restyling delle etichette, abbiamo deciso di cambiarlo in ForSale per mantenere il riferimento ai luppoli americani e insieme giocare con il fatto che questa birra è uno dei nostri primi successi ancora “in vendita”.

ForSale si presenta dal gusto amaro moderato con un aroma agrumato dal finale morbido. È perfetta se abbinata a formaggio stagionato, alla zuppa di legumi, alla carne rossa dal gusto deciso, agli arrosti e ai salumi.