Chi trova Tarì, trova un amico.

Rispetto a quanto dice il proverbio (nella sua versione originale), non tutte le amicizie sono tesori di uguale pregio. Noi siamo stati fortunati. La nostra storia è costellata di piccoli grandi incontri, irrinunciabili propulsori di sperimentazione e innovazione.

Dietro ogni Tarì c’è un amico con cui abbiamo condiviso un sincero legame con la terra, un religioso rispetto per le materie prime e un’energica spinta creativa.
Parliamo di Franco Ruta, pilastro storico del cioccolato e della pasticceria modicani con l’Antica Dolceria Bonajuto, Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto, geniale alchimista delle spezie e degli aromi, Andrea Graziano del Fud, vulcanico mecenate del gusto, Filippo Figuera del Vivaio Malvarosa, sorprendente maestro dei profumi.
E non possiamo non nominare realtà imprenditoriali per le quali occorrerebbe citare famiglie intere, quella del Caffè Moak, della cantina Feudo Ramaddini e del produttore di acqua marina Aquamaris.

Sono tutte realtà in cui il confronto è diventato scambio di saperi per creare birre equilibrate che esaltassero la Sicilia. La sua terra, che ha donato i frutti da miscelare agli ingredienti della tradizione birraia, e il suo mare, la cui acqua restituisce a una delle nostre speciali un gusto unico.

Poi ci sono gli architetti del gusto, grandi chef stellati e non, che hanno apprezzato le birre Tarì tanto da accostarle alle loro creazioni, ricercate e conosciute fuori dall’isola.

Non ci trinceriamo però nell’orgoglio di essere stati scelti da voci autorevoli.
A ogni evento, fiera, concorso abbiamo incontrato appassionati, intenditori e sommelier e da ognuno di loro abbiamo colto una sfumatura di piacere o un margine di miglioramento che abbiamo portato a casa, traendone spunto di crescita e rinnovamento.

Tutti questi incontri sono tesori che impreziosiscono la nostra storia, indispensabili, ognuno a suo modo, per raccontare chi è Tarì oggi.