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Alla salute… del Pianeta!

Tarì è una birra attenta al territorio da sempre e non solo per le materie prime che la compongono.
Selezioniamo con cura malto d’orzo, luppolo e grano, così come i prodotti caratteristici della nostra terra, la carruba, la malvarosa, le spezie. Ma la birra – per vivere – ha bisogno di acqua ed energia, risorse che il nostro territorio ci offre con generosità.
Come mostrare gratitudine alla natura? Ecco uno dei valori di Birra Tarì, l’adozione di politiche di sostenibilità ambientale.

Il birrificio artigianale tarì visto dall'alto

Birra e sostenibilità, un incontro possibile?

Lo sfruttamento delle risorse del pianeta, soprattutto di acqua per le coltivazioni, e l’importazione degli ingredienti dall’estero rendono il tema controverso.

Per le nostre birre andiamo a caccia di materie prime di qualità a chilometro zero e a questa ricerca, incentrata sugli ingredienti, ne affianchiamo un’altra rivolta ai processi produttivi per far sì che consentano il risparmio energetico e il controllo degli sprechi.
Così oltre a contenere i costi proteggiamo l’ambiente che ci ospita.

Risparmio e ottimizzazione sono le parole d’ordine.

Noi siamo partiti dal risparmio energetico, installando un impianto fotovoltaico e ricoprendo le pareti esterne con un cappotto termico, quando ancora non andava di moda. “Vestendo” sapientemente il nostro stabilimento abbiamo ottenuto i primi due grossi vantaggi: una minore richiesta di frigorie nel periodo estivo e un’autoproduzione che copre il 40% del nostro fabbisogno energetico e ci consente di immettere nell’atmosfera ben nove tonnellate di Co2 in meno in un anno.

Abbiamo poi ottimizzato il consumo energetico, affidando la gestione del sistema di raffreddamento dei sili di fermentazione e maturazione a un sistema basato su PLC: l’impianto si regola in automatico, attivandosi in base alle fasce orarie e sfruttando principalmente l’energia autoprodotta tramite il fotovoltaico.

Pura e preziosa: l’acqua.

Accanto aI sole, un altro elemento naturale coinvolto nella nostra attività produttiva è l’acqua che costituisce circa il 90% della tua pinta di birra.

Sono tre i momenti in cui entra in gioco: la produzione del mosto, il raffreddamento dello stesso e il lavaggio dell’impianto.
Il birrificio è dotato di un sistema di sanificazione che ci consente di utilizzare già per la prima fase di produzione – l’incontro con il malto d’orzo – un’acqua perfettamente purificata.
Terminata la “cotta”, il mosto ancora caldo viene raffreddato per scambio termico durante il trasferimento ai sili di fermentazione.
A fine produzione l’impianto viene lavato e l’acqua impiegata nel risciacquo viene pretrattata nel nostro impianto a fanghi attivi prima di essere conferita nella rete fognaria comunale.

Si fa presto quindi a dire acqua: in casa Tarì è pura, dal suo ingresso al suo rilascio.
Ed è preziosa, tanto che una parte di quella calda generata durante il processo di produzione viene riutilizzata permettendo un considerevole recupero energetico.

La seconda vita dei sottoprodotti.

Una volta assolto il loro compito nella produzione della birra Tarì, tutti i sottoprodotti, dall’acqua di processo alle granaglie e ai lieviti esausti, rientrano in un circolo virtuoso che li rende ancora preziosi. Le trebbie di birra in particolare vengono destinate a un’azienda del settore zootecnico che opera nel nostro territorio.

Bevi consapevolmente.

Da oggi bere Tarì può diventare una scelta consapevole.
Ci ricorda che possiamo modificare le nostre abitudini di acquisto in base all’impatto che hanno sull’ambiente.
E sorseggiare così la nostra birra pensando di aver fatto buon uso di quello che il territorio ci offre.

È possibile fare di più? Certamente.

Il legame indissolubile tra Tarì e la nostra terra ci guiderà sempre verso tecnologie che permettano una maggiore sostenibilità ambientale.
Per fare in modo che brindare con una pinta di Tarì sia anche alla salute… del Pianeta!

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